
sottoliceberg emerge durante un percorso di terapia, come tentativo di esplorare e sbrogliare fili interiori tra ricordi, emozioni e desideri futuri, utilizzando la musica come uno spazio di gioco e scoperta.
Il nome richiama l’immagine dell’iceberg e della sua parte sommersa: ciò che non si vede, ma che sostiene l’intera struttura. Una massa in movimento sotto la superficie, invisibile ma essenziale.
Il progetto si concentra proprio su questa dimensione nascosta e mutevole. Dietro sottoliceberg c’è una sola persona che cura ogni aspetto della produzione, ma l’identità dell’autore resta volutamente in secondo piano: il focus é sul processo creativo. Anche l’estetica visiva riflette questa idea di movimento e trasformazione.
All’interno del progetto trovano spazio anche l’imprecisione e l’errore. Le imperfezioni non vengono nascoste, ma diventano parte del linguaggio artistico, lasciando emergere il lato più umano del processo creativo.
sottoliceberg è, in fondo, un tentativo di semplificare la complessità, lasciando affiorare solo ciò che può galleggiare in superficie.